secondi e sfizi salati

girelle allo za’atar

girellle_zaatar Nei racconti sul medio oriente si parla sempre di profumi meravigliosi, donne bellissime, segreti nascosti e spezie magiche e deliziose. Dopo un anno in Arabia Saudita posso dire che:

– quella dei profumi è una vera passione. Ogni centro commerciale che si rispetti ha almeno un paio di negozi specializzati in oud (un incenso profumatissimo tipico della regione), oli e profumi, tutti racchiusi in confezioni che farebbero felice qualsiasi amante del barocco spinto;

– le donne sono nascoste dietro veli neri quindi difficile dare un giudizio ma alcune volte la bellezza traspare dagli occhi e lascia incantati. Tutto è pensato per lasciare un certo alone di mistero e, in un modo che spesso risulta difficile da capire, per “preservare” l’integrità femminile. Si vedono queste figure completamente ricorperte di nero scivolare lungo i corridoi dei centri commerciali; le loro voci sono quasi un sussuro; si muovono spesso in gruppo, circondate da bambini o accompagnate dal marito, difficilmente da sole. Per strada non passeggiano mai, si fanno lasciare davanti al negozio di turno, si fermano il tempo necessario per le loro compere e rientrano in macchina, le più giovani a volte ridono tra loro e si concendono un pò di tempo chiacchierando con le amiche in una caffetteria, a patto che abbia una family section. I tavoli dei ristoranti sono quasi sempre nascosti da paraventi e il cameriere deve bussare prima di porter servire il piatto in tavola, in questo modo la donna di turno ha il tempo di velarsi nuovamente il viso nel caso avesse deciso di mettersi in “libertà”. A volte mi domando come è la loro vita una volta rientrate a casa, tutte rigorasamente nascoste da alte mura, mi chiedo se a quel punto la loro personalità prenda il sopravvento, se mostrano la loro forza, se hanno il loro “regno” o se si lasciano scivolare lungo il sentiero di una quotidianità decisa per loro tanto tempo fa;

– le spezie, che dire delle spezie? Pareti intere di polveri dai colori della terra campeggiano in quasi tutti i supermercati e invitano a sperimentare nuovi sapori e profumi. Tra questi una ha conquistano un posto fisso nella mia cucina: lo za’atar. Si tratta di un mix di semi sesamo tostati, timo, sommaco e sale, buonissimo da usare nelle insalate o su pane e foccacce marinato nell’olio di oliva come nelle girelle di oggi. Un impasto a base di yogurt ricco e saporito e una farcitura di za’atar e olio di oliva per un mezze* degno di questo nome.

ingredienti:

25/30 gr di za’atar

70 ml di olio extravergine di oliva

280 gr di farina

1 e 1/2 cucchiaio di lievito secco

3 cucchiaini di zucchero

1 cucchiaino di sale

100 ml di acqua tiepida

150 gr di yogurt greco

difficoltà: media

tempi: preparazione 15 minuti + 1h di riposo

cottura – 15/20 min

dosi: circa 20 girelle

Mescolate lo za’atar e l’olio di oliva in una ciotola e lasciateli riposare. Sul piano di lavoro mescolate la farina, il lievito secco, il sale e lo zucchero. Fate un buco al centro, aggiungete lo yogurt e l’acqua tiepida e cominciate ad incorporarli alla farina dal centro verso l’esterno. Lavorate l’impasto per una decina di minuti fino a quando non diventa liscio, mordibo e omogeneo (potete aggiungere uno o due cucchiai di acqua se necessario). Avvolgetelo nella pellicola trasparente e fatelo riposare per 45 minuti. Lavoratelo nuovamente per pochi minuti e rimettetelo a riposo per ulteriori 30 minuti.

Preriscaldate il forno a 180°. Dividete l’impasto in 5 pezzi e lavorateli uno per volta avendo cura di coprire gli altri con un canovaccio pulito fino a quando non vengono utilizzati. Stendete il primo con il mattarello fino ad ottenere uno spessore di 1/2 cm circa. Spennellate generosamente il composto di olio e za’atar sulla superficie e arrotolate il vostro quadrato su se stesso.

Tagliate delle fette spesse circa 1 centimetro e mettetele in una teglia per muffin precedentemente oleata.

Cuocete in forno per 15/20 minuti fino a quando le girelle risultano dorate. Ripetete l’operazione con l’impasto rimasto.

Servite a temperatura ambiente.

lettura consigliata: indexmetti un oscuro e timido ittiologo londinese, un’agente immobiliare bella e intelligente, uno sceicco ricco e sognatore e ottieni un mix di ironia e intelligenza per un romanzo che si legge dalla prima all’ultima pagina con un piccolo sorriso sulle labbra. Per ridere e per rifletter sui rapporti tra Occidente e Islam, e sulla follia positiva dei sogni che rivelano il lato migliore di ognuno di noi .

* nome che si usa di solito per definire gli antipasti  in Medioriente. Questo piatto in particolare è tipico della cucina libanese. Solitamente viene servito sotto forma di focaccine rotonde ricoperte di olio e za’atar.

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